L’AI Capex Supercycle: perché Alphabet vince, perché il mercato sale e perché il credito rischia

Il nuovo ciclo dell’intelligenza artificiale non si sta giocando soltanto sui software, sui chatbot o sui modelli linguistici.

Si sta giocando soprattutto sulle infrastrutture.

Data center, semiconduttori, energia, networking, chip proprietari e capacità cloud stanno diventando il vero terreno competitivo tra le grandi società tecnologiche.

Secondo le nuove stime di Morgan Stanley, la spesa aggregata in Capex delle Big 5 — Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle — potrebbe raggiungere circa 805 miliardi di dollari nel 2026 e oltre 1.100 miliardi nel 2027. Si tratta di numeri enormi, quasi tripli rispetto ai livelli del 2024.

Il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale non è più solo una storia di innovazione tecnologica. È diventata un gigantesco ciclo di investimenti industriali.

Alphabet emerge come vincitore

Il primo dato rilevante arriva dal cloud.

Nel primo trimestre 2026, Google Cloud è cresciuta del 63% su base annua. Azure si è fermata al 40%, mentre AWS è cresciuta del 28%.

La differenza è significativa, ma il dato ancora più importante è il backlog.

Il backlog di Google è quasi raddoppiato in un solo trimestre, passando da 243 miliardi a 462 miliardi di dollari. Significa che Alphabet ha già una quantità enorme di ricavi futuri contrattualizzati.

Oltre metà di questo backlog dovrebbe trasformarsi in ricavi nei prossimi 24 mesi.

Il punto centrale è che il problema di Alphabet non sembra essere la domanda, ma la capacità di soddisfarla. In altre parole, Google Cloud avrebbe potuto generare ancora più ricavi se avesse avuto maggiore capacità disponibile.

Per il mercato, questo è un segnale molto forte: quando il limite non è la domanda, ma l’offerta, gli investimenti futuri servono a sbloccare ricavi già potenzialmente presenti.

I vantaggi strutturali di Google

Alphabet ha alcuni vantaggi difficili da replicare nel breve periodo.

Il primo è il silicio proprietario. Google utilizza TPU sviluppate internamente, oggi arrivate alla settima generazione. Questo riduce la dipendenza da Nvidia e permette all’azienda di controllare una parte fondamentale della filiera AI.

Il secondo vantaggio sono i dati. Search, YouTube, Gmail e Maps rappresentano un patrimonio informativo unico al mondo, estremamente utile per lo sviluppo e il miglioramento dei modelli di intelligenza artificiale.

Il terzo vantaggio è l’integrazione verticale. Alphabet controlla chip, infrastruttura cloud, modelli AI, Gemini e applicazioni enterprise. Questo le consente di gestire l’intera catena del valore, dal calcolo alla distribuzione commerciale.

Il risultato si vede anche nei margini: il margine operativo di Google Cloud è passato dal 17,8% del primo trimestre 2025 al 32,9% del primo trimestre 2026.

Questo significa che la crescita non è solo quantitativa. È anche qualitativa.

Alphabet non sta semplicemente aumentando i ricavi. Sta migliorando la redditività della propria divisione cloud.

Perché il mercato azionario continua a salire

Il ciclo di investimenti AI sostiene il mercato azionario americano attraverso un meccanismo molto semplice: la spesa di una società diventa il fatturato di un’altra.

Quando gli hyperscaler aumentano il Capex, quella spesa finisce nei ricavi di molte aziende della filiera:

semiconduttori, data center, energia, reti, sistemi di raffreddamento, infrastrutture elettriche e software enterprise.

Per questo il tema AI non riguarda solo Nvidia o Microsoft. Riguarda un intero ecosistema industriale e finanziario.

L’S&P 500, inoltre, è sempre più dipendente da questo ciclo.

Le prime dieci società dell’indice pesano circa il 36,9% della capitalizzazione complessiva. Otto di queste sono direttamente esposte all’intelligenza artificiale. Il peso aggregato dei titoli AI-correlati nel solo top 10 supera il 28% dell’indice.

Questo significa che l’S&P 500 oggi non è più soltanto un indice ampio del mercato americano. È sempre più un indice trainato dal ciclo AI.

Finché gli hyperscaler confermano le guidance di investimento, il mercato azionario mantiene un sostegno strutturale.

Il vero rischio per l’equity

Il rischio principale per l’azionario americano non è più soltanto la recessione, l’inflazione o la geopolitica.

Il rischio specifico oggi è una decisione dei board delle grandi società tecnologiche di rallentare gli investimenti in AI.

Se Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle continuano a investire, l’intera filiera resta sostenuta.

Se invece questi investimenti rallentano, il mercato dovrebbe riprezzare una parte importante delle aspettative future.

La fragilità, quindi, non è graduale. È binaria.

O il ciclo Capex continua, oppure una parte del mercato perde il proprio principale motore.

Il prezzo da pagare: il free cash flow

Il lato meno visibile di questo superciclo è il crollo del free cash flow.

Per costruire data center, comprare chip, sviluppare infrastrutture energetiche e sostenere la capacità cloud, le aziende stanno consumando enormi quantità di cassa.

Il caso Amazon è emblematico: il free cash flow è passato da circa 53 miliardi di dollari a circa 1 miliardo in meno di due anni.

Questo non significa necessariamente che il modello sia sbagliato. Anzi, nel lungo periodo il trade-off può essere positivo, perché il backlog complessivo di Microsoft, Alphabet e AWS supera 1.400 miliardi di dollari di ricavi contrattualizzati.

Il problema è temporale.

Gli investimenti vengono sostenuti oggi, mentre i ricavi arriveranno nei prossimi anni. Inoltre, gli asset tecnologici possono diventare obsoleti più rapidamente rispetto alle infrastrutture tradizionali.

Un data center costruito oggi potrebbe essere meno competitivo tra pochi anni se cambiano chip, architetture o standard tecnologici.

Il vero stress sarà nel credito

Se il free cash flow scende e il Capex aumenta, la differenza deve essere finanziata.

Le aziende possono usare la cassa accumulata, creare veicoli fuori bilancio oppure emettere debito.

La strada del debito sarà probabilmente una delle più importanti.

UBS stimava già emissioni hyperscaler tra 230 e 240 miliardi di dollari nel 2026. Questo significa che il mercato obbligazionario dovrà assorbire una quantità crescente di debito tecnologico.

Il problema non è necessariamente la qualità degli emittenti. Molte di queste società restano solide.

Il problema è la quantità di offerta.

Quando il mercato viene inondato da nuove obbligazioni, gli investitori chiedono rendimenti più alti. Alcune emissioni recenti di Alphabet e Meta hanno già pagato un premio di nuova emissione di circa 10-15 punti base rispetto alla curva esistente.

Inoltre, una parte rilevante del nuovo debito ha scadenze lunghe, aumentando il rischio duration per gli investitori obbligazionari.

Perché il credito rischia più dell’equity

Per il mercato azionario, il Capex AI è positivo finché genera crescita, ordini, ricavi e aspettative.

Per il credito, invece, il quadro è più complicato.

Più Capex significa più fabbisogno finanziario, più emissioni obbligazionarie, più debito e maggiore pressione sugli spread.

Se il Capex resta forte, l’equity può beneficiarne, ma il credito subisce la pressione dell’aumento dell’indebitamento.

Se il Capex rallenta, soffrono sia equity sia credito.

Il credito, quindi, ha un profilo asimmetrico: meno potenziale positivo e più rischi da assorbire.

Il caso Oracle

Oracle è il nome più delicato da monitorare.

Ha circa 100 miliardi di dollari di debito totale, più di Microsoft, ma con una dimensione aziendale e un fatturato annualizzato molto inferiori.

Questo rende la sua struttura finanziaria più vulnerabile rispetto agli altri grandi player del settore.

Oracle rappresenta il lato più fragile del ciclo AI: grande esposizione al tema infrastrutturale, ma minore capacità relativa di assorbire debito e Capex.

Conclusione

Il Capex Supercycle dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando il mercato.

Alphabet emerge come uno dei principali vincitori grazie alla crescita di Google Cloud, al backlog in forte aumento, al silicio proprietario, ai dati e al miglioramento dei margini.

L’S&P 500 resta sostenuto da un meccanismo molto potente: gli investimenti degli hyperscaler alimentano i ricavi di un’intera filiera industriale e tecnologica.

Ma il conto di questo ciclo non sparisce.

Il free cash flow si riduce, il debito aumenta e il mercato obbligazionario dovrà assorbire una quantità crescente di emissioni tech.

La conclusione è chiara: finché gli hyperscaler continuano a investire, l’azionario americano resta sostenuto. Ma il vero punto di stress dei prossimi 18 mesi potrebbe non essere l’equity.

Potrebbe essere il credito.

In questa fase, l’azionista beneficia della narrativa della crescita. Il bondholder, invece, rischia di essere il primo a ricevere il conto.


Glossario

Capex
Spese in conto capitale. Sono gli investimenti destinati ad acquistare o costruire asset di lungo periodo, come data center, server, chip e infrastrutture.

Hyperscaler
Grandi operatori cloud globali, come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud, capaci di gestire infrastrutture digitali su scala enorme.

Backlog
Ricavi futuri già contrattualizzati ma non ancora contabilizzati. Indica quanta visibilità ha un’azienda sui ricavi dei prossimi anni.

Free Cash Flow
Cassa libera generata dall’azienda dopo gli investimenti necessari. È un indicatore importante della capacità di finanziare dividendi, buyback, debito e nuovi investimenti.

TPU
Chip sviluppati da Google per accelerare i calcoli legati all’intelligenza artificiale.

GPU
Processori utilizzati per calcoli complessi e paralleli, fondamentali per addestrare e far funzionare modelli di intelligenza artificiale.

Investment Grade
Categoria di obbligazioni considerate di buona qualità creditizia, emesse da società con rischio di insolvenza relativamente basso.

Spread
Differenza di rendimento tra un’obbligazione societaria e un titolo governativo considerato privo di rischio. Se lo spread aumenta, il mercato chiede più premio per assumersi quel rischio.

Duration
Misura della sensibilità del prezzo di un’obbligazione alle variazioni dei tassi di interesse. Più la duration è alta, più il prezzo è sensibile ai movimenti dei tassi.

Bondholder
Investitore che possiede obbligazioni. Presta denaro alla società e riceve interessi, assumendosi il rischio che l’emittente non riesca a ripagare il debito.