Il contropiede dei mercati: come muoversi tra euforia IA e semaforo verde

Dopo un 2025 di forti rialzi azionari e investimenti record sull’Intelligenza Artificiale, i mercati entrano in una fase più fragile. L’euforia è alta, ma aumentano concentrazione, leva e rischi nascosti. In questo scenario il vero vantaggio competitivo è saper giocare di contropiede: disciplina, selettività e capacità di prepararsi alle correzioni, più che inseguire il titolo del momento.


Il 2025 visto dal contropiede: mercati forti, ma più fragili

Il 2025 è stato un anno brillante per le Borse mondiali:

  • S&P 500 e Nasdaq in forte rialzo,
  • Europa in scia con indici come IBEX e FTSEMIB in doppia cifra,
  • oro superstar come bene rifugio.

Sul fronte obbligazionario lo scenario è più sfumato:

  • i BTP italiani hanno offerto ritorni interessanti,
  • i Treasury USA hanno corso in valuta locale, ma il cambio ha eroso i rendimenti per l’investitore europeo,
  • Bund e OAT francesi più deboli.

In parallelo, la fine dello shutdown americano ha riportato alla luce una combinazione scomoda:

  • crescita in rallentamento,
  • inflazione ancora appiccicosa,
  • Federal Reserve meno disponibile a tagliare i tassi.

È il contesto ideale in cui il “contropiede” diventa un vero approccio di investimento: non correre dove corre la folla, ma leggere il campo quando tutti guardano solo il tabellone dei risultati.

Azioni e obbligazioni a fine anno: cosa sta cambiando

Dopo l’estate dei record, l’autunno ha portato più volatilità:

  • settimane negative per il Nasdaq,
  • prese di profitto sui titoli growth e sull’IA,
  • rendimenti obbligazionari in risalita.

Questo significa:

  • titoli ciclici e società molto indebitate più esposte,
  • Borse che reagiscono in modo più nervoso ai dati macro e ai toni delle banche centrali.

Strategie di contropiede sul portafoglio

Tre mosse operative emergono con forza:

  1. Accorciare la duration obbligazionaria
    Se la volatilità dei tassi aumenta, le obbligazioni a lunga scadenza sono le più sensibili. Meglio verificare la durata media del portafoglio e non eccedere con i lunghissimi.
  2. Ridurre le concentrazioni sui titoli “di moda”
    I titoli tecnologici e legati all’IA hanno guidato il rialzo e pesano ormai una parte enorme degli indici. Alleggerire leggermente e riequilibrare verso settori più difensivi (sanità, beni di prima necessità, utilities, lusso di alta qualità) può ridurre il rischio di una correzione brusca.
  3. Mantenere una quota di liquidità “intelligente”
    La liquidità non è un fallimento, ma un’opzione: permette di comprare quando gli altri vendono in panico. È il modo pratico di applicare la lezione di Buffett e Munger: le occasioni migliori arrivano quando il mercato ha paura.

Intelligenza Artificiale: investimenti enormi, ritorni ancora incerti

L’Intelligenza Artificiale è il grande tema del ciclo 2023–2025.
Dalla nascita di ChatGPT in poi, le big tech hanno visto salire le loro capitalizzazioni di migliaia di miliardi di dollari, mentre la narrativa sull’IA è diventata dominante.

I numeri della corsa all’IA

  • Microsoft, Amazon, Meta e Google stanno investendo centinaia di miliardi di dollari in data center e infrastrutture.
  • Entro il 2030, gli investimenti globali in IA potrebbero arrivare a 3–4 trilioni di dollari.
  • Il cloud cresce a ritmi impressionanti: Azure, Google Cloud e AWS viaggiano con tassi di crescita a doppia cifra.

Ma c’è un ma.

Uno studio del MIT indica che solo una piccola parte dei progetti IA delle aziende sta generando risultati davvero misurabili. In altre parole:

L’entusiasmo corre molto più veloce della produttività reale.

Lo si vede anche nel caso ChatGPT:

  • l’utilizzo è massiccio,
  • la spesa mensile media degli utenti rallenta,
  • la valutazione di OpenAI vola su livelli paragonabili a colossi con storie molto più consolidate.

Le “Magnifiche 7” e il rischio di eccesso

Le cosiddette “Magnifiche 7” (i grandi nomi tech USA) valgono ormai quanto interi blocchi di settori tradizionali messi insieme.

Due dinamiche da monitorare:

  1. Concentrazione estrema
    Pochissimi titoli condizionano l’intero indice. Basta un inciampo sugli utili di una sola big per muovere il mercato globale.
  2. Valutazioni molto tirate
  • multipli utili elevati (30–40x per i grandi nomi “solidi”),
  • casi estremi sopra 200–300x sugli utili.

In parallelo, la crescita degli utili di queste società, pur positiva, sta rallentando rispetto al passato. Intanto il “resto dell’indice” (le altre 493 società dell’S&P500) mostra una traiettoria più regolare e in miglioramento.

Messaggio chiave:
non è la fine della leadership tech, ma una fase in cui il mercato inizierà a distinguere con più precisione tra vincitori autentici e semplici “passaggeri” della narrativa IA.

Quando l’IA diventa pericolosa: leva e operazioni “circolari”

Dietro ai grandi comunicati sugli investimenti in IA ci sono anche bilanci più fragili:

  • alcune società stanno finanziando la crescita con leva molto elevata,
  • in casi estremi si vedono rapporti debito/patrimonio oltre il 400–500%,
  • i costi dei nuovi data center esplodono proprio mentre i tassi d’interesse restano alti.

In più, emergono schemi di finanziamento incrociato:

  • fornitori di chip che investono nei clienti,
  • clienti che si impegnano a comprare capacità di calcolo a lungo termine,
  • big tech che aprono linee di credito miliardarie per sostenere la corsa all’IA.

La domanda da farsi non è solo “quanto è innovativa questa tecnologia?”, ma:

“Il modello di business regge anche in uno scenario meno perfetto di quello che il mercato oggi sconta?”

Tre criteri di buon senso per l’IA in portafoglio

  1. Cash flow prima della narrativa
    Preferire aziende che usano l’IA per potenziare business già profittevoli, non quelle che esistono “solo” grazie alla moda del momento.
  2. Leva sotto controllo
    In un mondo a tassi elevati, la leva non è uno strumento neutro: amplifica sia i guadagni sia i problemi.
  3. Pricing power reale
    La domanda non è “quante persone usano l’IA?”, ma “quante sono disposte a pagarla regolarmente?”.

Sport e finanza: la disciplina conta più dell’istinto

Lo sport è la metafora perfetta per spiegare i mercati:

  • Sacrificio: come un atleta si allena con il brutto tempo, l’investitore studia e prepara il portafoglio quando nessuno guarda.
  • Disciplina: evitare il “doping” di euforia, leva e concentrazione eccessiva.
  • Risultato nel tempo: i grandi guadagni arrivano dalla capacità di restare coerenti, non dai colpi di fortuna.

L’S&P500 storicamente registra drawdown medi del 14% all’anno, ma in oltre il 70% dei casi chi resta investito chiude l’anno in positivo.

Perdere un set non significa perdere la partita: vale nel tennis come negli investimenti.

Il paradosso del semaforo verde

I clienti amano vedere tutti i grafici in verde. Eppure è proprio quando:

  • la volatilità è bassa,
  • gli indici sono sui massimi,
  • il sentiment è ottimista,

che il rischio reale aumenta.

Perché? Perché cambia il comportamento umano:

  • si allunga troppo la duration obbligazionaria,
  • si concentra troppo su pochi temi di moda (IA, tech, ecc.),
  • si fanno rotazioni impulsive tra liquidità e azioni.

Il contropiede, qui, significa:

  • mantenere la diversificazione anche quando “sembra inutile”,
  • rivedere i pesi del portafoglio,
  • ricordare che la tranquillità è ciclica, non strutturale.

La lezione di Warren Buffett: il capitale che non sta sul conto corrente

Nella sua recente lettera, Warren Buffett ha unito tre messaggi:

  1. Il ruolo della fortuna
    “Nato nel posto giusto, al momento giusto”: riconoscere ciò che non dipende da noi.
  2. La forza del tempo
    Il rendimento composto è più potente del genio nel stock picking.
  3. Il valore della gentilezza
    Il modo in cui trattiamo gli altri e usiamo le nostre risorse conta più della cifra sul patrimonio.

Per chi gestisce portafogli, questa è una bussola preziosa:
più che cercare il “colpo della vita”, ha senso costruire processi, regole e relazioni che funzionino anche fuori dai momenti di boom.

Cosa significa, in pratica, “giocare di contropiede” oggi

In sintesi, il contropiede come metodo si traduce in:

  • Disciplina sull’asset allocation
    Evitare sovrappesi eccessivi su tech/IA e duration troppo lunghe.
  • Selettività sui temi caldi
    IA sì, ma con attenzione a cash flow, debito e pricing power.
  • Gestione attiva del rischio
    Guardare a concentrazione, leva, correlazioni, non solo alla performance dell’ultimo anno.
  • Tempo come alleato
    Mantenere una visione di medio-lungo periodo, sapendo che correzioni e drawdown sono parte del gioco.
  • Centralità della persona
    Non solo “quanto rende il portafoglio?”, ma “quanto è sostenibile, comprensibile e coerente con la vita di chi investe?”.

Glossario

Duration: misura della sensibilità di un’obbligazione (o di un portafoglio obbligazionario) alle variazioni dei tassi di interesse. Più è alta, più il prezzo è volatile rispetto ai movimenti dei tassi.

Drawdown: calo massimo dai massimi relativi in un certo periodo. Indica la profondità di una fase negativa del portafoglio o di un indice.

Leva finanziaria: uso del debito per aumentare la dimensione degli investimenti. Amplifica sia i guadagni sia le perdite.

Magnifiche 7: gruppo di sette grandi titoli tecnologici USA che ha trainato i listini negli ultimi anni, concentrando una quota rilevante della capitalizzazione dell’S&P500.

Pricing power: capacità di un’azienda di aumentare i prezzi senza perdere clienti in modo significativo. È legata alla forza del brand, alla qualità del prodotto e alla mancanza di alternative equivalenti.

Semaforo verde (in finanza): fase in cui mercati, volatilità e sentiment appaiono “perfetti”; proprio per questo, è spesso un momento di rischio sottovalutato.