La giornata di ieri ha concentrato una quantità di informazioni tale da rendere indispensabile una distinzione netta tra rumore mediatico e veri driver di mercato. Tra decisioni di politica monetaria e trimestrali Big Tech, il messaggio emerso è stato chiaro: il focus degli investitori si sta spostando in modo deciso dal macro al micro.
La Fed come non-evento di breve periodo
La riunione della Federal Reserve ha confermato uno scenario ampiamente già scontato dai mercati. I tassi sono rimasti invariati e la conferenza stampa di Jerome Powell non ha introdotto elementi capaci di modificare le aspettative.
Il quadro delineato è quello di un’economia statunitense ancora solida, con un mercato del lavoro in fase di stabilizzazione e un’inflazione sopra il target ma non tale da generare nuove pressioni immediate. In questo contesto, le probabilità di ulteriori tagli nel breve termine risultano ridimensionate e il ciclo di allentamento appare in pausa.
La reazione dei mercati è stata coerente: rendimenti obbligazionari stabili, dollaro leggermente più debole e azionario sostanzialmente indifferente sul fronte macro. Il messaggio implicito è che, almeno nel breve periodo, la Fed non rappresenta più il principale catalizzatore.
Le trimestrali tornano al centro della scena
Archiviato il capitolo macro, l’attenzione si è spostata rapidamente sulla vera variabile chiave per l’azionario statunitense: le trimestrali, e in particolare la capacità delle Big Tech di dimostrare che l’enorme spesa in Intelligenza Artificiale sia sostenibile e monetizzabile.
Microsoft: solidità dei numeri, dubbi sui ritorni dell’AI
I risultati di Microsoft sono stati, sul piano contabile, di alto livello: ricavi in crescita del 17% a 81,3 miliardi di dollari, utili per azione sopra le attese e un portafoglio ordini che supera i 625 miliardi. La domanda per soluzioni di Intelligenza Artificiale, come Copilot, resta strutturalmente robusta.
Tuttavia, il mercato si è concentrato su due elementi: la crescita di Azure al 38%, in linea ma non superiore alle aspettative, e soprattutto l’esplosione degli investimenti, con capex trimestrali pari a 37,5 miliardi di dollari. La percezione è che il ritorno sugli investimenti in AI richiederà più tempo del previsto, anche perché parte della nuova capacità cloud viene assorbita internamente per alimentare l’ecosistema AI della società.
Meta: AI aggressiva, ma sostenuta da un core business forte
Di segno opposto la lettura su Meta. I ricavi del quarto trimestre hanno raggiunto 59,9 miliardi di dollari, superando le attese, mentre la guidance sul primo trimestre ha segnalato una domanda pubblicitaria più forte del previsto.
Questo ha consentito al management di confermare piani di investimento estremamente ambiziosi sull’Intelligenza Artificiale, con capex stimati tra 115 e 135 miliardi di dollari nel 2026. La differenza chiave rispetto ad altri casi è la percezione che l’AI stia già migliorando in modo tangibile l’efficacia del targeting pubblicitario e l’engagement degli utenti, rendendo più credibile la sostenibilità finanziaria della strategia, nonostante le perdite ancora rilevanti di Reality Labs.
IBM: la sorpresa positiva
La vera sorpresa della giornata è arrivata da IBM, che è riuscita a convincere il mercato della bontà del proprio riposizionamento strategico. I ricavi del quarto trimestre sono cresciuti del 12% a 19,7 miliardi di dollari, trainati da un software in crescita del 14%.
Ancora più rilevante è stata la guidance: crescita dei ricavi superiore al 5% nel 2026 e free cash flow atteso a 15,7 miliardi di dollari, entrambi sopra le aspettative. Il portafoglio ordini legato all’Intelligenza Artificiale ha già superato i 12,5 miliardi di dollari, rafforzando la visibilità del modello basato su software ad alta marginalità e infrastruttura. Il titolo è stato premiato con un deciso rialzo nell’after hours.
Tesla: sempre meno auto, sempre più AI
Con Tesla il mercato ha guardato oltre i numeri di breve periodo. Gli utili hanno superato di poco le attese, ma il focus si è spostato sulla trasformazione strategica in atto.
Il piano di investimenti da 20 miliardi di dollari per il 2026, la dismissione dei modelli S e X, l’espansione dei progetti legati a robotica, robotaxi e guida autonoma, oltre al rafforzamento del legame con xAI, delineano una Tesla sempre più distante dal perimetro tradizionale dell’automotive. Anche l’ipotesi di una fabbrica proprietaria di semiconduttori, la cosiddetta “TeraFab”, va letta in quest’ottica di integrazione verticale sull’Intelligenza Artificiale.
Le difficoltà del business dei veicoli elettrici sono passate in secondo piano, mentre il mercato ha scelto di scommettere sulla narrativa di lungo periodo, accettando un profilo di rischio più elevato.
Conclusione
La giornata ha chiarito due punti fondamentali.
Sul fronte macro, la Fed non è più il driver dominante di breve periodo, in un contesto di crescita solida e assenza di urgenze di politica monetaria.
Sul fronte micro, invece, il mercato è estremamente selettivo: non basta investire massicciamente in Intelligenza Artificiale, è necessario dimostrare un percorso credibile di monetizzazione oppure disporre di un core business sufficientemente forte da finanziare la transizione.
È su questo equilibrio tra investimenti, ritorni e narrativa che si giocherà la partita dell’azionario americano nelle prossime settimane.
Glossario
FOMC (Federal Open Market Committee)
Il comitato della Federal Reserve che decide la politica monetaria statunitense, in particolare il livello dei tassi di interesse.
Capex (Capital Expenditure)
Spese per investimenti in beni durevoli e infrastrutture, come data center, impianti produttivi e tecnologie.
Free Cash Flow (FCF)
Flusso di cassa generato dall’attività operativa al netto degli investimenti, indicatore chiave della sostenibilità finanziaria di un’azienda.
Core business
Attività principale di un’impresa, da cui derivano la maggior parte dei ricavi e dei margini.
Monetizzazione dell’Intelligenza Artificiale
Capacità di trasformare gli investimenti in AI in ricavi, margini o vantaggi competitivi misurabili.
Guidance
Indicazioni fornite dal management sulle aspettative future di ricavi, utili o flussi di cassa.