Crediti Commerciali negli Stati Uniti: Segnali di Crisi o Episodi Isolati?

I mercati osservano con attenzione il sistema bancario statunitense

1. Cosa sta accadendo?

Negli Stati Uniti si sono verificati eventi che hanno riacceso i timori di fragilità nel settore creditizio e bancario:

  • Il fallimento di Tricolor Holdings (settore subprime auto)
  • Il default di First Brands Group, con oltre 10 miliardi di debiti
  • La svalutazione da 50 milioni di dollari di Zions Bancorp, con ulteriori accantonamenti per 60 milioni
  • Il coinvolgimento di Western Alliance Bancorp in vicende legate a frodi su prestiti

In totale, in una sola giornata, 74 banche USA hanno perso oltre 100 miliardi di dollari di capitalizzazione, con il settore bancario regionale sotto forte pressione.

2. Il vero nodo: il settore degli immobili commerciali

Il problema di fondo riguarda l’esposizione delle banche regionali al comparto degli immobili commerciali:

  • Oltre 1.000 miliardi di dollari di prestiti da rifinanziare entro il 2027
  • Prezzi degli uffici in calo del 35% dal picco del 2022
  • Il 28,7% degli attivi delle banche regionali è legato al settore immobiliare (contro il 6,5% delle grandi banche)
  • 44% dei prestiti su edifici a uso ufficio in “equity negativa” (cioè con valore del debito superiore al valore dell’immobile)

3. Reazione dei mercati

La situazione ha scatenato una classica fuga verso gli asset rifugio:

  • Oro: +65% da inizio anno, sopra 4.300 dollari l’oncia
  • Argento: +87%, record dal 1980
  • Treasury USA: rendimento decennale al 3,94%, minimo da mesi
  • Yen e Franco svizzero: rafforzamento marcato
  • Dollaro: peggior primo semestre dal 1973 (–10%)

Nel frattempo:

  • Circa l’80% dell’S&P 500 ha chiuso in calo
  • L’indice VIX (volatilità) è salito del 22%
  • L’indice “Fear & Greed” è entrato in area “paura estrema”

4. Elementi di fragilità sistemica

Alcuni fattori suggeriscono che potremmo essere all’inizio di uno scenario più grave:

  • Crescente numero di default su crediti commerciali in un breve arco temporale
  • Presunta diffusione di frodi su garanzie, con trasferimenti illeciti di asset
  • Esposizione elevata (oltre il 300% del capitale di rischio) al settore real estate per 59 delle 155 principali banche
  • Tassi di sfitto record negli uffici e rischio di default nei rifinanziamenti

5. Contesto macro: incertezza e tensioni geopolitiche

  • Lo shutdown del governo federale impedisce la diffusione regolare di dati economici
  • Le tensioni USA-Cina sono in crescita, con nuove minacce di dazi e limiti all’export di terre rare
  • L’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia è sceso a –12,8, segnalando una contrazione dell’attività industriale

6. Potenziali impatti sul sistema finanziario ed economico

Scenario negativo:

  • Rischio di stretta creditizia per PMI e famiglie
  • Ulteriore pressione sul settore immobiliare
  • Rallentamento di investimenti e consumi
  • Rischio di deterioramento del mercato del lavoro
  • Dilemma per la Fed: combattere l’inflazione o sostenere l’economia?

Possibili fattori stabilizzanti:

  • Le grandi banche globali sono più solide rispetto al 2008
  • I regolatori bancari hanno rafforzato il controllo su esposizioni rischiose
  • La Federal Reserve ha dimostrato capacità di intervento rapido e strumenti testati in precedenti crisi
  • Molti prestiti potrebbero essere ristrutturati, dilazionando l’impatto nel tempo

7. Conclusioni

La situazione è in evoluzione e presenta elementi sia di rischio che di resilienza. La domanda fondamentale resta: si tratta di episodi isolati o dei primi segnali di una crisi sistemica?

Gli investitori si trovano in un contesto dominato da:

  • Elevata incertezza
  • Reattività dei mercati a ogni nuovo dato
  • Necessità di adottare un approccio prudente e diversificato