Rialzisti o ribassisti?

Il sentiment sui mercati finanziari si è deteriorato molto rapidamente. Secondo il desk azionario di JPMorgan, molti investitori sono passati nel giro di pochi giorni da un atteggiamento prudente a uno apertamente ribassista. Eppure, nonostante il pessimismo crescente, il mercato continua a reggere e il VIX — l’indice della paura di Wall Street — è salito solo marginalmente.

Questo crea un paradosso interessante: il sentiment appare molto più negativo rispetto a quanto mostrino realmente i prezzi di mercato.


Perché il mercato non sta crollando?

Una delle spiegazioni riguarda il funzionamento del mercato delle opzioni.

Molti investitori hanno acquistato coperture ribassiste tramite opzioni put. Con il passare del tempo, però, queste protezioni perdono valore a causa del decadimento temporale. Quando gli operatori chiudono tali coperture, i dealer sono costretti a ricomprare indice azionario, sostenendo così il mercato.

In pratica, il pessimismo stesso sta contribuendo a mantenere in piedi l’S&P 500.


Le due visioni contrapposte di JPMorgan

Il caso ribassista

Secondo Matt Reiner di JPMorgan, il mercato presenta tre criticità principali.

1. Mercato troppo concentrato

Gli investitori stanno ignorando parte del quadro macroeconomico e continuano a concentrarsi quasi esclusivamente su:

  • Intelligenza Artificiale
  • tecnologia
  • energia

2. Troppa compiacenza

I movimenti di mercato sarebbero guidati più da fattori tecnici e dai flussi finanziari che dai fondamentali economici reali.

3. Rischio “short AI”

Molti gestori attivi stanno sottoperformando il mercato nel 2026. Per recuperare rendimento potrebbero decidere di andare short sui titoli legati all’Intelligenza Artificiale, scommettendo contro i leader del rally.

Secondo Reiner sarebbe una “mossa disperata”, ma comunque potenzialmente in grado di muovere i prezzi nel breve termine.

Tuttavia, manca ancora un elemento fondamentale: il panico vero. E senza panico, difficilmente si innescano le condizioni tipiche di un mercato in caduta libera.


Il caso rialzista

La visione più costruttiva parte da un dato storico: petrolio caro e borse forti possono convivere.

Durante diversi anni della presidenza Obama:

  • il petrolio rimase stabilmente sopra i 100 dollari;
  • eppure l’S&P 500 triplicò il proprio valore.

Il messaggio è chiaro:
se utili aziendali e fondamentali restano solidi, anche un contesto energetico difficile non impedisce necessariamente alle borse di salire.


Il vero sostegno: il consumatore americano

Uno degli elementi più importanti emersi dall’analisi riguarda la liquidità accumulata dalle famiglie statunitensi.

Dall’inizio del Covid:

  • i depositi sui conti correnti USA sono passati da circa 1.000 miliardi a quasi 6.000 miliardi di dollari.

Questa enorme massa di liquidità deriva da:

  • stimoli fiscali;
  • risparmi accumulati durante i lockdown;
  • sostegni governativi post-pandemia.

Secondo JPMorgan, questo rappresenta un cuscinetto enorme per l’economia americana.


I rimborsi fiscali non sono stati spesi

I dati di Bank of America mostrano che i rimborsi fiscali del 2026 sono stati utilizzati principalmente per:

  • aumentare i depositi bancari;
  • ridurre debiti;
  • solo in parte per i consumi.

Nel dettaglio:

  • 47% accantonato nei conti;
  • 26% usato per ridurre debiti;
  • 20% speso;
  • 7% investito.

Questo significa che gran parte della liquidità è ancora disponibile e non è stata completamente erosa dall’aumento del costo della benzina o dall’inflazione.


Utili aziendali ancora molto forti

Anche il quadro corporate americano continua a mostrare solidità.

L’S&P 500 è in traiettoria per:

  • crescita dei ricavi intorno all’11%;
  • crescita degli utili vicina al 28%;
  • margini operativi superiori al 14,5%, sui massimi storici.

Inoltre:

  • i tassi di insolvenza high yield restano sotto la media storica;
  • non emergono segnali evidenti di stress sistemico nel credito.

Sono numeri difficili da conciliare con uno scenario di forte recessione imminente.


Posizionamento più neutrale

Un altro elemento importante riguarda il posizionamento degli investitori.

Secondo JPMorgan:

  • gran parte dell’eccesso speculativo sui semiconduttori e sull’AI è già stato riassorbito;
  • il mercato oggi appare molto più neutrale rispetto a poche settimane fa.

Questo riduce il rischio di una violenta correzione tecnica immediata.


I rischi da monitorare

1. Mercato obbligazionario

I Treasury americani restano nervosi e la volatilità sui tassi continua a essere elevata.

Un ulteriore shock obbligazionario potrebbe creare nuove tensioni sull’azionario.

2. Geopolitica

Il Medio Oriente rimane la variabile più delicata.

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti, insieme alla questione dello Stretto di Hormuz, continuano a rappresentare un potenziale catalizzatore per:

  • petrolio;
  • inflazione;
  • volatilità globale.

Conclusione

Il mercato oggi si trova in una situazione particolare:

  • il sentiment è molto pessimista;
  • ma i fondamentali restano solidi.

Da una parte ci sono:

  • inflazione;
  • tensioni geopolitiche;
  • volatilità obbligazionaria;
  • rischio stagflazione.

Dall’altra:

  • consumatori ancora forti;
  • liquidità elevata;
  • utili aziendali record;
  • credito stabile;
  • posizionamento più neutrale.

Il risultato è un mercato che continua a cercare un catalizzatore decisivo.

Per ora, la sorpresa più probabile sembra restare al rialzo più che al ribasso.


Glossario

VIX
Indice che misura la volatilità attesa del mercato americano.

S&P 500
Principale indice azionario statunitense.

Opzioni Put
Strumenti utilizzati per proteggersi da ribassi di mercato.

Dealer
Intermediari finanziari che gestiscono liquidità e coperture sui mercati.

Treasury
Titoli di Stato emessi dagli Stati Uniti.

High Yield
Obbligazioni societarie con rendimento elevato e rischio maggiore.

Default
Insolvenza nel pagamento di un debito.

Stagflazione
Scenario caratterizzato da inflazione elevata e crescita economica debole